Strisciare fuori dal piumino Ikea.
Affrontare i rigori invernali del bagno.
Farsi scivolare via la camicia da notte.
Avere il coraggio di infilarsi sotto la doccia.
Morire per un lungo, interminabile istante a causa dello shock termico.
Avvolgersi nellaccappatoio caldo, ungersi di crema per il corpo, phonarsi i capelli.
Decidere cosa indossare.
Indossarlo.
Accendere il bollitore.
Truccarsi.
Fare colazione con the al latte e Pan di Stelle.
Lavarsi i denti.
Prendere la borsa, spegnere tutte le luci, inserire lallarme, chiudere la porta di casa.
Camminare verso la metropolitana.
Prendere il numero odierno diCity.
Sfogliarlo.
Leggere le recensioni di Alessio Guzzano.
Ascoltare i Placebo nel lettore mp3.
Uscire dalla metropolitana.
Arrivare al lavoro, senza nemmeno rendersene conto.
Accendere il pc, farsi il caffè.
E poi
Guardare dalla finestra dellufficio e vedere solo una striscia di sole. Quando cè, il sole.
Scendere in agenzia per la pausa pranzo, scaldare nel microonde i piatti pronti Chef Menu, parlare con M. e M. e M. (hanno tutte e tre la stessa iniziale, sì ).
Uscire a fare due passi in Monte Napoleone.
Pensare che dei vestiti di merda costino di più del proprio stipendio mensile.
Tornare alla scrivania.
Bere il caffè, lavarsi i denti, fare pipi (non necessariamente in questordine).
Accedere allapplicazione Happy Aquarium di Facebook.
Nutrire i pesci, allenarli, farli accoppiare, pulire lacquario.
Guardare dalla finestra dellufficio e vedere solo una striscia di buio.
Uscire dallufficio.
Allungarsi fino a piazza Duomo, buttando un occhio alla vetrina di Zara e uno a quella di H&M.
Pensare che Manolo Blahnik ha disegnato scarpe per un marchio che fa vestiti con i derivati degli idrocarburi.
Prendere la metropolitana.
Leggere qualche pagina del libro del momento (attualmente, Vergogna di J. M. Coetzee).
Uscire dalla metropolitana, dirigersi verso casa.
O in palestra.
Oppure, occasionalmente, altrove.
Varcare la soglia, togliersi le scarpe, lavarsi le mani, fare pipì, lavarsi le mani (esattamente in questordine).
Telefonare a G. O ricevere la sua telefonata.
Preparare la cena.
Accendere il pc, leggere la posta, guardare qualche foto pubblicata dai miei contatti.
Struccarsi.
Lavarsi i denti (evito di enumerare altri dettagli igienici).
Infilarsi la camicia da notte.
Puntare la sveglia.
Spegnere il cellulare.
Andare a dormire.
Il venerdì preparare lo zaino, andare da G.
Cucinare.
Fare lamore.
Svegliarsi il sabato mattina, fare la doccia, tornare a casa, fare le pulizie, lavare la biancheria, fare la spesa.
Comperargli i giornalini.
Tornare da lui.
Preparare la cena, o apparecchiare/sparecchiare la tavola quando si offre di cucinare.
Guardare un film sul divano.
Indispettire il gatto.
Fare lamore se ce nè ancora la forza (non parlo della mia), oppure rimandare a domenica mattina.
Occupare la domenica cercando di non indulgere troppo in passatempi quali nutella e tv.
La domenica sera, tornare a casa.
Lavarsi i denti (evito di enumerare altri dettagli igienici).
Infilarsi la camicia da notte.
Puntare la sveglia.
Spegnere il cellulare.
Andare a dormire.
Non chiedetevi perché, da 48 ore a questa parte sogno Bora Bora ad occhi aperti.
mai avrei pensato un giorno di scrivere ciò che ho scritto













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thank you!
thank you so much!
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go easy... step lightly... stay free
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-it's Dennis...
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Who farted??? >.<
Un abbraccio
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"sei più scontato di un capo d'abbigliamento all'outlet nel giorno dei saldi"
dal romanzo Testarda
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